La prima fase nella valutazione dello stress lavoro-correlato è chiamata valutazione preliminare e si basa sull’analisi di indicatori oggettivi, verificabili e documentabili. Gli ambiti di analisi sono generalmente tre:
Indicatori di contesto lavorativo
- Organizzazione del lavoro (turni, carichi, orari)
- Ruoli e responsabilità chiari o ambigui
- Cambiamenti aziendali rilevanti (es. ristrutturazioni, fusioni)
- Grado di autonomia o controllo sul lavoro
Indicatori di contenuto del lavoro
Carico mentale e fisico
Ripetitività delle mansioni
Compatibilità tra risorse disponibili e richieste del lavoro
Eventi sentinella (indicatori oggettivi):
- Tassi di assenteismo
- Infortuni o near miss (mancati incidenti)
- Turnover elevato
- Segnalazioni di disagio (formali o informali)
Questa analisi serve a capire se ci sono evidenze di rischio stress sul piano organizzativo e gestionale, e se è necessario passare alla fase successiva della valutazione approfondita.
Nel caso in cui non emerga alcun rischio rilevante, si procede a segnalarlo nel DVR e si prosegue con monitoraggi periodici. Al contrario, se l’analisi rileva la presenza di rischio significativo, allora si avviano misure correttive e/o si passa alla valutazione approfondita, coinvolgendo i lavoratori.
La valutazione preliminare è sempre obbligatoria mentre quella approfondita lo diventa SOLO nel caso in cui la valutazione preliminare sia positiva. Il consiglio che ci permettiamo però di dare è che se il Datore di Lavoro vuole davvero prevenire i possibili rischi derivanti dallo Stress Lavoro Correlato, anche in caso di valutazione preliminare negativa, sarebbe bene coinvolgere i lavoratori e collaborare insieme alla creazione di ambiente in cui si possa raggiungere un reale benessere organizzativo.